in ginocchio
Pubblicato su soqquadri il Settembre 6, 2007 da Simone Buttazzi


Risale al 1973-1974 Die Ausgezeichnete - La donna premiata, o onorata che dir si voglia. In Mitteleuropea è buona abitudine fare dono di tulipani alle signorine o alle signore, in occasione di importanti riconoscimenti. L’artista Wolfgang Mattheuer la dipinse pensando alle tante donne influenti e produttive della Repubblica Democratica, che un tulipano se lo meritavano davvero. A dir poco. Disse che pensava a una Christa Wolf ormai anziana. O alle signore ormai anziane che si portavano a casa un mazzo di fiori dopo sobri festeggiamenti in una balera cadente. La protagonista della tela è premiata, sì, ma il suo sguardo è basso, la postura mortificata, le linee del volto comunicano stanchezza. Una sconfitta irrecuperabile. E’ forse arrivato troppo tardi, questo premio? O i suoi problemi sono altrove, per nulla a portata di tulipano? Come si permette di sminuire il momento topico? Nella DDR la tela venne da più parti definita uno scandalo. Uno. Scandalo.

Parigi, quindici settembre duemilacinque. All’Hôtel du Nord si presenta il libro Adoration edito da Max Milo, presente (e muto) l’autore, fisicamente assente il libro in questione, presente un profluvio di champagne, due tocchettini di crème culturelle locale e quattro pisquani: il sottoscritto e i fidati Walter, Silvia, Aurélie. Aurélie è immanicata e grazie a lei possiamo fare gli imbucati molesti e beoni. Presente, infine, Monsieur Baumann, fotografo di strillo che si aggira per l’Europa munito di una tenda, la Chambre Blanche, dentro alla quale chiunque può entrare a farsi immortalare circondato da uno stillicidio di perline e da qualche feto di gomma penzoloni. Chiunque, sottolinea Baumann, abbia in animo di esibirsi in un acte artistique fort. Che poi quando si entra nella tenda ci pensa lui a farti una foto come si deve ma mica puoi entrare e improvvisare, nevvero. Allora noi ci si scervellò e, con un colpo di bricolage, secernemmo il nostro acte artistique fort: legati/strozzati da foulard, sguardo mistico, videocamera accesa à la Ghezzi Enrico. Voilà. Baumann si preoccupò di accentuare la questione, ehm, mistica. Uscendo alla tenda firmammo liberatorie e cambiali a non finire e ci venne chiesta un’opinione schietta sulla religione. Ci colsero impreparati.