Basta un carattere, e puf. Ad esempio il rettangolo crociato che campeggia qui sopra. Su questa piattaforma ("bloggers.it", ora "blogdrops.com") è sufficiente inserire questo carattere per fottere la codifica xml degli archivi, e puf. Ma un passo indietro.
Come sappiamo bene, il web 2.0 si fonda sulla pubblicazione di articoli (post) mediante pannelli di controllo, diciamo dei word processor in linea che consentono di preparare un testo e pubblicarlo pigiando due pulsanti. I post vengono poi archiviati secondo criteri variabili. Su questa piattaforma l’archiviazione è mensile, coatta e semiautomatica. Il risultato è che ogni trenta giorni, i post del mese precedente vengono zippati in un archivio. Detto archivio è comunque consultabile: agli occhi di chi capita sul blog via google non c’è (quasi) alcuna differenza tra il post più recente e un post, che so, di due anni fa. Tutto il contenuto viene indicizzato dai motori di ricerca e diventa patrimonio del web. Eppure, basta che in un post appaia un carattere come quello soprastante per fare impazzire il sistema di archiviazione. Conseguenza: l’archivio c’è, ma non si vede. Diventa materia criptata e illeggibile. Non si clicca più.
Dopo il mese di luglio, anche il mese di settembre è scomparso da questo blog. Colpa del rettangolo crociato che si accompagna, talvolta, alla Eszet tedesca (la doppia esse che sembra una B, quella di Straße). Trattasi di una mera bizzarria della tastiera. Uno sfarfallamento che, in questo caso, produce piccioli uragani.
Ora. Per risolvere il problema basterebbe intervenire sugli archivi e cancellare il carattere. Purtroppo gli archivi, una volta creati, sono inaccessibili. E la piattaforma, da quando è diventata "blogdrops", è del tutto sorda alle richieste di assistenza. In questa maniera si viene a incrinare il tacito rapporto di fiducia tra chi produce contenuti e chi offre, diciamo così, il pezzo di carta e il tazebao per diramarli. Bloggers.it non è più un bel posto dove scrivere.
Lo spirito di questo blog non è mai stato schiacciato sul presente, cronachistico - a parte rare occasioni. L’intento è di offrire segnalazioni dal fiato lunghetto nel contesto pur fluido e (vivaddio) mutevole della Rete. Che è un po’ il fiume di Eraclito dei giorni nostri, con la differenza che chi cerca trova. Trovo che smarrire così stupidamente delle goccioline di blog (chi cerca, non trova più) sia davvero un peccato. Motivo per cui kitsch si prende una pausa di riflessione, durante la quale ripubblicherò alcuni degli interventi di luglio e settembre. Poi, se ci saranno le condizioni, riprenderò il filo. E parlerò, magari, del nuovo disco degli Einstürzende Neubauten (Alles wieder offen), o del buon vecchio Ulrich Seidl (Import / Export). Chiusa parentesi.