Archivio per la Categoria animalismi

sette nature per una guerra postmoderna

Pubblicato su animalismi il Ottobre 2, 2005 da Simone Buttazzi
Due gatti intorno al cuor mi son venuti, più degli altri. Vivono coni miei genitori. Si chiamano Jeffrey e Reagan.

Jeffrey è nato nel 1996, Reagan nel 1998. La grafia del nome di Reagan è sempre stata un mistero. Egli è gatto ribaldo, quindi non c’è etichetta da cui non sgusci come anguilla molesta ed elettrica. Potrebbe essere Regan, pensai, come l’indemoniata dell’Esorcista. Potrebbe essere Reagan, come il presidente dello scudo spaziale. In  ogni caso si pronuncia Régan, il che coincide anche - scoprii tempo dopo - con il nome del più grande filosofo animalista, Tom Regan, incontrato a Riccione nei sotterranei di un hotel mastodontico e fatiscente, vero gioiello di kitsch acromegalico. Una strutturona appoggiata sul lungomare, tra gigantesche strutture coloniche lasciate a se stesse. Bellissime, selvagge. Di una bellezza involontaria, cresciuta con le erbacce e l’avanzare delle crepe. Tra fellinismi, fascismi e architettismi scriteriati e piadinari degli ultimi decenni, la riviera è una lunga carrellata senza soluzione di continuità.

Vate americano fino al midollo, sacerdote catodico oserei dire, Tom è apparso al IX congresso europeo vegetariano. In questa cornice Regan non ha parlato del suo testo fondamentale, I diritti animali, ingiustamente dato per irreperibile in Italia (provate qua). Non ha nemmeno parlato di Gabbie vuote (ed.Sonda) o di un altro suo testo appena edito da Cosmopolis. I suoi libri parlano da soli, e lo dico con sincera passione. Tom è arrivato, è sceso dal palco, ha infervorato la folla e si è messo la mano sul cuore suggendo come miele tutta la standing ovation che gli è stata riservata. Meritatamente, anche se dopo aver fissato le coordinate dell’animalismo trent’anni orsono non si può certo ammettere che abbia continuato a offrire dei contributi, come dire, groundbreaking. Tom è un simbolo e come tale funziona: elemento aggregante, nome che mette tutti d’accordo.


Tra le sei séances aperte a tutti, la più incisiva è stata sicuramente quella condotta da Massimo Filippi, traduttore italiano di Regan e, mi si consenta, uomo con i controcoglioni nonché dotato di una finissima capacità di analisi.

Filippi è partito dalla guerra in Iraq intesa come prototipo di guerra postmoderna. In quanto tale, essa vanta sette caratteristiche salienti. Una guerra postmoderna è:

* preventiva (attacco un nemico potenziale che non ha ancora fatto nulla per nuocermi)

* pianificata
(prendo questa decisione con largo anticipo, collegandola a vantaggi che non dichiaro)

* totale (il nemico è potenziale, il mio atto di violenza no: è una guerra di principio, quindi a vasto raggio)

* asimmetrica (io infliggo e bombardo, tu subisci)

* impietosa (non c’è bambino che mi possa fermare)

* pubblicitaria (la "vendo" in altri termini, la comunico in chiave glamorous)

* umanitaria (dopo averla spacciata per buona, segue codazzo con ricostruzione e altri business "emotivi")

Detto questo, Filippi ha applicato la nuova categoria e le sue sette nature all’ "eterna Treblinka" di cui parla Patterson, o la Dachau legalizzata nelle parole di Elizabeth Costello, noto personaggio coetzeeiano. L’idea di guerra postmoderna calza a pennello all’industria della carne e ai suoi allevamenti intensivi, i suoi macelli. Una guerra preventiva, pianificatissima, totale, asimmetrica, spietata, pubblicitaria (eccome!) e umanitaria nel senso di specista, poiché solo l’uomo conta e il Creato è ai suoi piedi. Che tremi, il creato: shock and awe cali sulle creature tutte. Una guerra alla vita degli animali. Una guerra che ne ignora i diritti, primo fra tutti quello all’esistenza, passando per una caterva di altri come il diritto alla dignità e a una vita decente, fuori dalle gabbie.

QUESTO POST E’ STATO INSERITO NELLA RASSEGNA STAMPA DI WWW.VEGETARIANI.IT

isole, gabbie

Pubblicato su animalismi il Settembre 28, 2005 da Simone Buttazzi

Segnalo due eventi clou dei prossimi giorni. Azzardo, inoltre, un lieve ingrandimento del corpo (di carattere) del blog, adatto a uno schermo impostato 1024 x 768.

Venerdì 30 settembre 2005
Bologna
Biblioteca dell’Archiginnasio, p.za Galvani 1 - Ore 17:30
Presentazione
La possibilità di un’isola, di Michel Houellebecq, Edizioni Bompiani
Con Sandra Barrère, Pico Floridi, Mario Andreosi
Sarà presente l’autore

***

[ IX Congresso Vegetariano Europeo ]
Domenica 2 ottobre 2005
Riccione, centro congressi Hotel le Conchiglie
Convegno aperto a tutti dalle ore 10.00 alle ore 13.00
Gabbie vuote, la sfida dei diritti animali
Tom Regan (Docente di Filosofia alla North Carolina State University) presenta il suo nuovo libro.
Il centro internazionale congressi Hotel le Conchiglie è situato sul mare tra Rimini e Riccione.

Tom Regan è l’autore dell’unico testo fondamentale di filosofia animalista, I diritti animali, Garzanti, 1990 (tit. or. The case for Animal Rights, The Regents of the University of California, 1983). Se Peter Singer, con Animal Liberation (1975), diede nome e identità a un movimento nascente, Regan è stato il primo a fornire argomenti filosoficamente validi alla causa, rendendo solide le basi di un movimento a volte troppo intuitivo, impulsivo, emotivo, spesso accusato di ingenuità e dabbenaggine. Nel suo testo più importante - che tra l’altro costituisce una lettura godevolissima e scorrevole nonostante le sue 560 pagine - Regan sa andare oltre gli slogan e i soliti ricattucci morali di dubbia efficacia, costruendo un sistema di pensiero coerente ed energico dotato di forti risvolti politici, economici e sociali. Regan ci dice perché vegetarismo e animalismo possono essere una via giusta. Un percorso rispettoso, salutare, razionale, etico e economicamente sostenibile.

Tom Regan ama gli animali e ha i piedi per terra. Michel Houellebecq, dal canto suo, ripone le sue ultime speranze in una sola persona: Fox, il suo cane.

polenta e somarino

Pubblicato su animalismi il Settembre 26, 2005 da Simone Buttazzi

A Manzolino (MO), come altrove, il palio va per la maggiore. Ogni anno la festa della cittadina è un tripudio di piadine (a base di strutto di maiale), sbandieratori, costumi tipici e fuochi d’artifizio. Il che, strutto a parte, è cosa buona e giusta. Purtroppo la tradizione è miope - e rigidissima - nel voler appendere a tutto ciò anche un palio di ciuchi. Un palio di ciuchi nel duemilaecinque.

Ogni palio, sia esso di somari o cavalli, è in primis un gesto di rara crudeltà nei confronti degli animali che vi vengono utilizzati al puro scopo di "intrattenere". Nel caso dei ciuchi, oltre all’innaturalità e ai pericoli di una gara - in questo il palio va a braccetto col circo tradizionale e anche con i combattimenti tra galli o cani - s’incappa anche in un patetico spettacolo di ludibrio. Un somaro non è un cavallo. Non va dove ti pare a patto di non venire spinto, tirato a forza, calciato. Figuriamoci un somaro in un contesto agonistico.

Domenica 25 settembre Manzolino si è celebrata, impettita cittadina. Nel modenese sono tutti ricchi e progressisti, ma guai a toccare le Tradizioni trentennali e le baracconate che mettono in palio orgogliuzzi rionali e tifo, proprio, da parrocchia. La festa è organizzata tutti gli anni dal prete, un distinto signore di 45 anni che si candida, insieme al maresciallo dei carabinieri, alla contesa coccarda di "miglior corpo semovente" della campagna emiliana. Due figurine guareschiane prive dell’acume che Giovannino vi sapeva infondere anche involontariamente. Anche quest’anno parata di rito, fiori di fuoco e palio finale tra i tre rioni, con tanto di imbonitore cresciuto alla scuola del far west  e di Andrea Mingardi. Tra i somari in gara, una somara. Incinta.

Fino a qui tutto bene, direte. Ma c’è stato un ma. Otto figuri (tra cui tre figure) hanno scavalcato le transenne appena prima del fischio d’inizio, correndo a formare una barriera umana davanti ai somari e ai loro maldestri cavalieri, per candida ammissione degli stessi. La barriera umana, immobile, ha estratto un megafono e ha spiegato le proprie ragioni, facendo appello alla "carità cristiana" e alla sensibilità generica delle duemila persone assembrate attorno alla pista. Animali liberi, hanno scandito gli otto prima che il vociare li coprisse del tutto. Nessuno, ahiloro, si è aggiunto alla catena. Prima l’imbonitore - che ha minacciato il ricorso alla legge del Winchester - poi la gente travestita da fashion victim medievali - aridatece i sesterzi! Calderoli avrebbe dovuto esserci - poi i vigili, un poliziotto in borghese e infine i carabinieri capeggiati dal loro immarcescibile maresciallo decerebrato hanno cercato di togliere gli otto di mezzo e di dare inizio al rito. Niente da fare. Hanno preso i documenti degli attivisti, hanno contato fino a tre e hanno caricato scaraventandoli addosso al pubblico, nel dettaglio su uno stuolo di bambini. Calci spintoni e pure una bandiera in testa, vibrata da una sdòra al posto del mattarello o della borsetta. Poi gli otto sono stati accompagnati fuori al suono di duemila fischi e improperi di ogni sorta. A testa alta sia chiaro. Poi, le formalità di rito.

La gara si è svolta come da copione. Purtroppo le sue regole di facciata - cavalcare i somari, non menarli, e roba simile - sono state tutte infrante, con buona pace dell’imbonitore più impegnato a sbertucciare gli otto imbecilli che a commentare la gara in tutta la sua demenza desolante. Panem et circenses, manzolinesi cari. Alla fine li avete avuti, ma la festa non ha avuto lo stesso sapore di sempre. Non è vero? Tutti a casa allora, a mangiare polenta e somarino.

Per inciso, anche il sottoscritto era là a farsi scancherare dalla folla. Tutta la vicenda - gara compresa - è stata filmata e sarà consegnata a giornalisti locali e non.

Invito chiunque sia interessato a tematiche vegetariste o animaliste a partecipare alle discussioni che si terranno su un nuovo blog, animalismi, curato dal gruppo bolognese degli Animalisti Italiani.

una storia vera

Pubblicato su animalismi il Gennaio 12, 2005 da Simone Buttazzi

Sarò conciso: gli animali ci amano. Amiamoli.


Questa storia è esemplare proprio perché NON è un’eccezione:


http://www.repubblica.it/2005/a/sezioni/cronaca/juna/juna/juna.html


 

di Morini, ancora (e non solo)

Pubblicato su animalismi il Novembre 27, 2004 da Simone Buttazzi

Alcune informazioni a grappoli:


* prima di tutto, il messaggio diramato da Marchi, segretario provinciale dei DS reggiani. Si trova in un uno dei commenti alla entry “Morini da chiudere, Morini spalancato”. Un testo onesto, ma a mani alzate. O a mani vuote che dir si voglia.


* sul sito dell’OIPA, un elenco di tutti i Morini d’Italia. Per capire che l’allevamento di San Polo d’Enza non è il solo. Non che questo possa fungere da giustificazione. Ecco il link:


http://www.oipaitalia.com/html/news/oipanews_allevamentimorte.html#


* ecco il brano conclusivo del comunicato diramato dal comune di San Polo d’Enza in seguito ai fatti di sabato 20 novembre. Il Comune impugna una neutralità legittima, di fatto una scappatoia. E lancia un appello alla politica, la vera grande assente. Nel loro piccolo forse credono di non saperla fare.  


[...] La nuova Amministrazione, nella piena consapevolezza che la libertà di coscienza di ogni cittadino e degli stessi amministratori sulle problematiche inerenti la vivisezione deve essere salvaguardata, vuole e deve garantire e conciliare libertà molto diverse tra loro, ma tutte ugualmente importanti: la libertà di espressione, la libertà di impresa, la libertà dei cittadini di un piccolo centro di provincia di vivere serenamente nel loro paese.


L’attuale Amministrazione Comunale di San Polo non ha mai preso posizioni ideologica e pregiudiziale pro o contro la vivisezione a scopo terapeutico, e non intende farlo: spetta ai ricercatori, agli studiosi e agli scienziati competenti entrare nel merito di aspetti di tali complessità.


Spetta al legislatore definire conseguentemente  il quadro normativo di riferimento; la nuova Amministrazione Comunale di S. Polo ha dato seguito alla legislazione vigente e sarà pronta ad adeguare le proprie ordinanze nel caso tale legislazione fosse modificata in futuro.


L’Amministrazione Comunale di San Polo chiede che si riconosca la gravità della situazione creatasi a seguito di questa lunga crisi, durante la quale la nostra municipalità ha sopportato il peso di problematiche che vanno ben oltre il suo ambito di competenza.


L’Amministrazione Comunale chiede pertanto con fermezza che sia istituito al più presto un tavolo politico dalla Regione , con la Provincia e gli altri portatori di interesse in cui si affronti il cosiddetto “caso Morini”,  portatore di problemi che si trascinano da troppo tempo e che non lasciano intravedere la necessaria soluzione a breve termine.


Chiediamo che i rappresentanti delle forze politiche attuino una vera assunzione di responsabilità, al fine di evitare facili strumentalizzazioni e politiche di basso cabotaggio, il cui esito negativo ricade purtroppo sulla pelle dei cittadini di S.Polo, loro malgrado.


La politica, nella sua accezione più nobile e non nelle sue più deteriori manifestazioni di fazione, deve riprendere a svolgere la sua fondamentale azione di mediazione civile, in un frangente che non può e non deve essere ridotto a mero problema di ordine pubblico, per il bene del paese di S.Polo e per la rilevanza culturale, etica, civile, sociale e legislativa dell’intera questione a livello nazionale ed internazionale.


* infine, per gli scopofili più biechi, sul sito chiuderemorini.net è disponibile per il download un breve video amatoriale che immortala una delle cariche delle forze dell’ordine. Pesa 17 M. Ecco il link diretto:


http://www.chiuderemorini.net/video/pestaggi_corteo_2005.avi


Per ora è tutto.


 

Morini da chiudere, Morini spalancato

Pubblicato su animalismi il Novembre 23, 2004 da Simone Buttazzi

E’ successo.


La newsletter di chiuderemorini.net informa che il sindaco di San Polo d’Enza, Milena Mancini, ha firmato il nulla osta che consente all’allevamento Morini di riprendere le attività a pieno regime. Da domani i camion ricominceranno a portare i beagle alla tortura.


Nel frattempo Paolo Cento, parlamentare dei Verdi, ha chiesto un’interrogazione su quanto accaduto sabato.


Di tutto questo si parlerà il 25 novembre nel Consiglio Provinciale reggiano, di questo e della proposta di vietare i presidi davanti all’allevamento. Proposta avanzata da:


1. Maino Marchi (Capogruppo Democratici di Sinistra)
m.marchi@mbox.provincia.re.it
marchi@dsreggioemilia.it

(Sede Democratici di Sinistra Reggio Emilia):
Tel: 0522-303005, 0522-304272, 0522-791107
Fax: 0522-320200

2. Luigi Fioroni
(Capogruppo Margherita)
L.Fioroni@mbox.provincia.re.it

3. William Marastoni
(Comunisti Italiani)
W.Marastoni@mbox.provincia.re.it

(sede Comunisti Italiani Reggio Emilia):
Tel: 0522-330113
 

La decisione verrà presa da:

Lanfranco Fradici (Presidente del Consiglio Provinciale - Democratici di Sinistra)
L.Fradici@mbox.provincia.re.it
presidenza@mbox.provincia.re.it


(Sede Democratici di Sinistra Reggio Emilia):
Tel: 0522-303005,0522-304272, 0522-791107
Fax: 0522-320200


 


La questione è complessa. I disordini di sabato hanno sicuramente influito sulla decisione di oggi, e influiranno anche su quelle future. Quanto è accaduto, e non lo dico per dietrologia, ha una valenza puramente strumentale. Qualunque testimone privo di intenti faziosi non potrebbe che confermare una visione di questo tipo: una violenza provocata in tandem dall’intemperanza di un piccolo gruppo di manifestanti e da forze dell’ordine piazzate in massa con direttive senza scrupoli. Di fatto, una parentesi scontata e deprecabile. Che è servita solo a spazzare sotto il tappeto le vere problematiche. Anzi, ha rafforzato la posizione della Morini. A questo punto è inutile incaponirsi sugli esiti della manifestazione. Bisogna concentrarsi sulla firma rilasciata oggi dal sindaco e spostare il discorso da una prospettiva locale - destinata al fallimento, azzoppata dalle troppe colpe a carico delle associazioni animaliste - a una più ampia.


L’allevamento Morini a briglia sciolta è un problema oggettivo.


Io, personalmente, farò quello che posso, scrivendo a chi di dovere e divulgando la notizia.


 


 

San Polo d’Enza, RE

Pubblicato su animalismi il Novembre 21, 2004 da Simone Buttazzi

I got on the bus. Sono saltato sul pullman, destinazione San Polo d’Enza.


Un pullman di gente quieta e allegra. Potevamo sembrare un gruppo di pensionati che va a fare la gitarella fuori porta.


All’arrivo, il paese si presenta come un borgo spettrale, abitato solo da divise antisommossa. Aspettavano noi animalisti. Ho detto animalisti?  Ho detto animalisti. Paura, eh?


A San Polo d’Enza c’è da 50 anni un allevamento di beagle e altre creature di dio (roditori, soprattutto) che vengono cresciute e poi vendute a chi fa vivisezione. E’ un mercato florido. Mercimonio di esseri viventi sottoposti alle peggio torture per nebulosi motivi scientifici. Per la cronaca, i metodi alternativi esistono. Eh, sì.


Aziende farmaceutiche, popolazione e consiglio comunale fanno da tempo quadrato attorno a Giovanna Soprani, attuale proprietaria dell’allevamento Morini. Le furono offerti 10 miliardi per convertire l’allevamento in un ipermercato. Rifiutò, nonostante sembra che, da anni, lavori in perdita. Rifiutò non si sa bene se per principio o perché i conti, in qualche modo, continuano a tornare. Le multinazionali del farmaco li hanno, i quattrini.


Detto questo, c’è da dire da dal 2002 a all’11 giugno di quest’anno la Regione Emilia-Romagna, tramite una legge buona e giusta, aveva fermato l’attività del lager Morini e di altri luoghi di morte. Legge rintenuta incostituzionale e quindi cassata. Proprio così. Allo stato attuale delle cose Morini ha ripreso in modalità provvisoria. Non vende beagle, non ha ancora ripreso. Tutto dipende dalla firma del sindaco Mancini, gesto procrastinato a data da destinarsi. Insomma, né sì né no. Più che altro, un sì sottinteso ma imbarazzante, da concedere al momento giusto. Quando potrà passare sotto silenzio. Intanto l’allevamento rimane. Lo vogliamo chiudere o no, Morini?  www.chiuderemorini.net


Da qualche anno c’è una manifestazione internazionale a San Polo d’Enza, mossa dal desiderio che tutto questo finisca. Una manifestazione che si allinea al picchetto quotidiano  - quotidiano - che soffia sul collo della signora Soprani. La scorsa settimana l’o.d.g. del consiglio comunale prevedeva una discussione sulla possibilità di vietare queste sciocche manifestazioni di dissenso. Non ce l’hanno ancora fatta. Non è escluso che ce la facciano. I sanpolesi vogliono quiete.


Ieri, sabato 20 novembre, c’è stata la terza manifestazione internazionale. Partita in ritardo, quasi all’imbrunire. Mille persone, organizzazione zero. Arringa iniziale di un ragazzo aggressivo che ha preferito anteporre diktat di stampo politico (anarchico) a dichiarazioni sui diritti degli animali. Pochi accenni sprezzanti ai molti disegni di legge attuamente al vaglio, o che diventeranno effettivi negli anni anni a venire. Io sono un animalista perché mi interessano i diritti degli animali. Ci sono rimasto male. Non ho parlato. Così imparo, la prossima volta. Ecco cosa si guadagna a lasciar fare, a delegare sempre.


Parte il corteo. I megafoni sono in mano a poche persone. La macchina con gli altoparlanti è una sola. Un’ora di slogan di puro odio. Troia alla Soprani, assassini ai figli. Minacce. Per carità, se lo meritano. Ma perché gridarlo, l’unica volta all’anno che ci sono mille persone che sono lì per manifestare con la propria presenza e i propri ideali uno sdegno palese? Perché fare i gradassi quando basterebbe una sfilata civile di tante persone? Perché nessuno aveva un vero discorso pronto, una serie di dati convincenti? 


Invece, ecco cosa c’è stato. Uno con la bomboletta spray che prende a scrivere sui muri di casa della gente. C’è chi ci piscia, pure, contro i muri. Intanto, si arriva ai cancelli dell’allevamento. Polizia schierata. E’ buio. E adesso? Chi parla? Qualcuno ha da dire qualcosa di interessante? La signora Soprani non c’è, ovvio. Che si fa? Si torna indietro, fine della passeggiata. Invece no. Volano petardi, razzetti da capodanno, sassi e roba varia. La polizia carica, i carabinieri bloccano la fuga da dietro. Ho visto gente inseguita tra i campi. Uno, per terra, smanganellato da due poliziotti per un minuto di fila. Gente con la faccia coperta di sangue. In mezzo al corteo c’erano cani, anziani, pure un bambino. Quindici feriti. Questo ho visto, prima di tornare al pullman carabinieri permettendo.


Ora. Quello che ho visto sono persone che usano l’animalismo come pretesto. Per provocare la polizia - i loro Nemici, i loro Compagni di Giuochi - buscarle e poi inveire tra le lacrime, contenti delle loro ferite di guerra. E ho visto gente in divisa, un’esagerazione di gente in divisa disponibilissima ad accettare le regole di questo trastullo. Guardie e ladri, sbirri e birboni. Tutti gli altri, che non erano lì per questo, sono stati zitti. Le hanno prese. E non hanno comunicato nulla dell’amore che portano dentro. Una giornata di noia tramutata in una giornata d’odio. Un’occasione sprecata.


Intanto Morini rimane. I giornali non ne parlano. E l’animalismo passa per un estremismo qualsiasi, affamato di violenza. Le cui teste più visibili sono di cazzo. 


A chi giova tutto ciò?


 


 


 

comunicato stampa LAV

Pubblicato su animalismi il Settembre 21, 2004 da Simone Buttazzi

Come promesso:


 


SABATO 25 SETTEMBRE 2004
LAV e OIPA
organizzano una
MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE
A BOLOGNA

- Per protestare contro la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge regionale 20/2002 sulla vivisezione (sanciva il divieto di allevamento e vendita di animali d’affezione ai laboratori);
- per protestare contro il raccapricciante commercio dell’allevamento Morini di San Polo d’Enza (Reggio Emilia);
- per chiedere una ricerca eticamente e scientificamente sostenibile che utilizzi metodi sostitutivi agli animali;
- in appoggio alla nuova proposta di legge regionale.

APPUNTAMENTO E RADUNO DEL CORTEO: sabato 25 settembre - ore 14:30 - piazza Maggiore - Bologna




 


Il corteo si aprirà con azioni dimostrative e sfilerà attraverso le vie del centro passando sotto le finestre dell’ospedale Rizzoli, al cui interno si compiono esperimenti su animali e il cui commissario straordinario, Danilo Morini, si era espresso a favore della decisione della Consulta.
Il corteo terminerà in piazza Maggiore dove verrà allestito un palco per gli interventi.

Informazioni e adesioni:
LAV Bologna: tel. 338 5363357 - lav.bologna@infolav.org
OIPA Italia - tel/fax 02 6427882 - info@oipaitalia.com - OIPA.

in piazza contro la vivisezione

Pubblicato su animalismi il Settembre 20, 2004 da Simone Buttazzi

Sabato 25 settembre ci sarà una manifestazione internazionale a supporto della legge regionale dell’Emilia-Romagna contro la vivisezione.


Una legge giusta, anzi necessaria, incomprensibilemente bocciata dalla Corte Costituzionale nel giugno scorso.


La manifestazione è organizzata dalla LAV (www.infolav.org) e dall’OIPA (www.oipaitalia.com).


Le coordinate sono: ore 14:30, Bologna, Piazza Maggiore.


Non mancherò di pubblicare il comunicato stampa ufficiale appena sarà divulgato.


Nel frattempo si può scaricare il pdf del manifesto: http://xoomer.alice.it/simbuttaz/dokumenta/LAV25set04.pdf


Anche gli animali hanno dei diritti fondamentali, come gli uomini. E non sono diritti che noi “concediamo” loro, ma che dobbiamo rispettare a priori in quanto esseri viventi. Scendere in piazza per un testo che legittima un diritto naturale mi sembra il minimo che si possa fare.