miracles of life
James Graham Ballard sta male. Il cancro alla prostata lo sta portando via. Il 4 febbraio esce in Inghilterra il suo nuovo libro, Miracles of Life. E’ un’autobiografia che si riallaccia a due dei romanzi più famosi di Ballard, L’impero del sole (1984) e La gentilezza delle donne (1991), entrambi ricavati dai suoi anni passati a Shangai prima di recarsi a Shepperton, UK. J.G. Ballard è a mio modesto parere uno dei pochi autori davvero imprescindibili ancora in vita. In cinquant’anni di intensa attività letteraria, Ballard è passato dalla fantascienza pura (i suoi racconti sono splendidi ancora oggi) a una serie di romanzi scardinanti, "new dada", tramite i quali Ballard ha lanciato uno sguardo allora inedito e tuttora imbattuto sul presente. Il nostro qui e ora. Con La mostra delle atrocità, Crash, L’isola di cemento, Il condominio, via via fino a Un gioco da bambini, Cocaine Nights, Super Cannes, Millennium People e Regno a venire, Ballard ha cantato la bellezza dei videoregistratori nelle vetrine, delle macchie d’olio sotto le macchine, ha dissezionato la nostra voglia di uccidere e il fascino zombificante dei centro commerciali. Contemporaneista orgoglioso e caustico, profeta sardonico ma mai azzardato nei suoi moniti e nei panorami che ha descritto a partire dal mondo che lo (ci) circonda - quasi sapesse leggere tra le rughe degli oggetti più banali, ma anche più emblematici - Ballard è stato spesso accusato di sciatteria letteraria. Basta leggere alcuni estratti di Miracles of Life che circolano in rete per rendersi conto di quanto la sua prosa, e non solo stavolta, possa vantare tutta l’energia e tutto lo stupore naif di un quadro di Paul Delvaux (il suo artista prediletto). L’energia di chi sguazza nell’oggi e non presuppone un domani. Perché è già suo.
Marzo 15, 2008 a 4:07 pm
patato, ma ce l’hai fatta da solo!!!! come hai fatto? besos, m. ps: siine orgoglioso
Marzo 15, 2008 a 4:23 pm
mai del tutto da solo! :)
cmq sì, orgoglioso, e felice di aver abbandonato il pantano di bloggers.it