parola non parola
Dal 1991 si sceglie anche l’Unwort des Jahres, cioè a dire la non-parola dell’anno. Se il Wort risponde a criteri di novità e pregnanza, l’Unwort rispecchia il cosiddetto politically incorrect. Anzi, peggio. E’ una parola che esiste ma che non dovrebbe esistere, perché socialmente, moralmente, politicamente dannosa. Inizialmente, la GfdS sceglieva anche l’Unwort, ma dal 1994 la giuria specializzata si è resa indipendente (!). L’Unwort viene proclamata a metà gennaio, e come nel caso del Wort ogni Paese di lingua tedesca ha la sua non-parola dell’anno. Altra differenza con il Wort: da quando internet è divenuto un medium di massa, la scelta dell’Unwort avviene tramite sondaggio popolare a partire da alcune non-parole candidate.
Esempi di Unwort: ausländerfrei (senza stranieri, cioè senza immigrati, 1991), ethnische Säuberung (pulizia etnica, 1992), Kollateralschaden (danni collaterali: i civili morti in Kosovo, 1999), Gotteskrieger (guerre per conto di Dio, 2001), freiwillige Ausreise (ritorno a casa volontario, 2006), Herdprämie (soldi per le famiglie che non vogliono mandare i figli a scuola e che intendono occuparsi personalmente della loro educazione: fuor di metafora, Padre padrone, 2007). Ogni due per tre, l’Unwort viene prelevata dal lessico della NPD o da quello dei guerrafondai. Da notare, nel minireferendum per l’Unwort 2007, il ritorno dell’aggettivo "entartet", "degenerato", di solito messo accanto alla parola arte - un vecchio concetto goebbelsiano. Nel settembre dell’anno scorso, infatti, il cardinale di Colonia Joachim Meisner se ne uscì infelicemente con una sparata rivolta alla "entartete Kultur" dei giorni nostri. Probabilmente teneva anche una pistola nel sottanone.