il vicino
Tra le foto, oltre a nudi dada à la Man Ray immersi nel fumo - o che emettono fumo - ci sono panorami e dettagli industriali scattati in Polonia e sul confine con la Germania al tempo delle riprese europee di INLAND EMPIRE. E ancora: un salotto degno di Rabbits, un’installazione improvvisata con l’estintore in loco, pulsanti che sprigionano droni e suoni metallici, una ridda di materiali vari (bigliettini, dattiloscritti, giringiri di matita) testimoni di cosa gli è passato per la testa più o meno tra il 1975 e il 1995. Last and best: una saletta cinematografica allestita come il palcoscenico della Radiator Lady di Erasehead, con un programmino da leccarsi i baffi. Cioè a dire: Six Figures Getting Sick, The Alphabet, The Grandmother e il meglio della sua produzione internettiana: gli otto episodi di Dumbland, The Darkened Room, Boat e alcuni esperimenti in digitale.
Menzione speciale merita Out Yonder Neighbor Boy, corto girato nel giardino di casa (dove sennò?) con suo figlio ormai cresciuto: l’ultima volta l’avevamo visto nell’episodio IX di Twin Peaks, nei panni del "bambino col mais nelle mani". Il video è in bianco e nero. Lynch senior e Lynch junior stanno seduti tutto il tempo e parlano con le loro vocette stridule rese ancora più stridule, per tacere del letale accento del Mid-West e di un ricorso volontario e fumettistico al verbo "to be" non coniugato. Nei dieci minuti di Neighbor Boy succede questo: i due parlano a vanvera, citano il figlio del vicino e la carenza di latte, d’improvviso arriva il succitato figlio del vicino nella forma di un’ombra (digitale) gigantesca che se ne va dopo aver loro rubato il latte residuo. Alla fine arriva udiamo passare la cavalleria. Qua si trova un breve assaggio del video: un’autentica chicca per chi ama il Lynch corto e selvaggio, che ha ritrovato nella rete l’ispirazione delle origini.
Gennaio 15, 2008 a 12:01 am
Mi piace intrufolarmi nel subconscio della gente. tuffarmi in quello spazio infinito che si trova dietro le loro facce. Farmi domande su quel che pensano, su cosa sentono. Non c’è niente di più straordinario che osservare e parlare a persone psicologicamente perturbate. Mi piace la loro compagnia (David Lynch)
Non posso che confermare e …visto il mestiere che faccio…parlo a ragion veduta…
Gennaio 15, 2008 a 11:01 am
non c’entra niente ma volevo dirti che ho molto apprezzato questo post:
http://scaglie.blogspot.com/2007/12/artifizi-cinematografici.html
Gennaio 18, 2008 a 12:01 am
Grazie! Ma ormai devo andare in clinica per disassuefarmi dal blog…aprirlo è stato come sprigionare un geiser…la malattia…eh, la malattia…
Gennaio 18, 2008 a 10:01 am
ci vuole disciplina e misura. anche in questo!