no martini, no party

Emanuela Martini non dirige più Film Tv. Nemmeno collabora più con la rivista che ha visto nascere nel gennaio 1993 e di cui è stata a lungo la firma trainante. Sotto la sua direzione Film Tv era diventato molto più dell’ "unico settimanale di cinema", come recita lo slogan del giornale. Era diventata la migliore rivista di cinema italiana, per quanto ne so io un caso unico in Europa - un po’ come Fuori orario. Fino all’anno scorso (e ne abbiamo parlato proprio un anno fa) Film Tv raccoglieva firme prestigiose nella "gabbia" di un giornale razionale, di servizio, che offriva informazioni preziose e riflessioni (quasi) mai banali o superflue. Per un settimanale a un euro e cinquanta la cui seconda metà della foliazione è dedicata ai programmi televisivi, un miracolo. Col nuovo anno, Emanuela Martini non c’è più. A dirigere la rivista è il buon vecchio Aldo Fittante, celentanofilo sfegatato, che per arginare il negativo effetto sorpresa e - a quanto pare - l’ondata di messaggi basiti e delusi, ha scritto un editoriale. Peccato che detto editoriale sia retorico, traballante, fumoso. Il suo unico merito è di mettere nero su bianco i nomi che hanno abbandonato la rivista: oltre alla Martini, Gianni Amelio, Goffredo Fofi, Alberto Crespi, Gualtiero De Marinis, Pier Maria Bocchi, Morando Morandini, Emiliano Morreale, Bruno Fornara, Federico Pedroni. Un singolo addio, anche se di peso, è comprensibile. Un’emorragia, no. E lo scalino tra la vecchia e la nuova gestione si sente, anzi: è uno scalone maroniano. Dal pieno al vuoto, dal pregno all’inconsistente. Dal canto mio, posso dire di essermi formato su Film Tv in quindici anni tondi tondi di acquisti diretti e delegati in mia assenza, di non essermi perso un numero, di aver letto ogni issue armato di un’acquolina in bocca mai delusa. Col numero 2, anno 16, la mia collezione si tronca. Parola di collezionista, direbbe Tibor Fischer.

Una Risposta to “no martini, no party”

  1. Simone Buttazzi Dice:

    limpido direi.

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