this is hardcore
Ex Drummer è un film belga di quest’anno, diretto da Koen Mortier. La fonte letteraria è un romanzo di Herman Brusselmans dato alle stampe per la prima volta nel 1994. Brusselmans è una via di mezzo tra Bukowski, Baudelaire e Irvine Welsh. Grafomane (i detrattori dicono: ripetitivo), ossessivo, sintonizzato costantemente su droga, sesso, rock e cazzeggio, Brusselmans ha dato un ottimo la a Mortier. Il risultato, come ribadiscono gli strilli, è una perfetta fusione de Il cameraman e l’assassino (film belga a sei mani del 1992, in b/n) e il ritrito Trainspotting. Con la differenza non da poco che Mortier ha idee da vendere e una cattiveria autentica. Sul manifesto tedesco del film campeggia la frase cockeriana: This is hardcore.
La storia è quella di uno scrittore di successo che viene contattato da tre balordi che stanno cercando un batterista per completare il loro gruppo rock. L’unico requisito necessario per farne parte è avere un handicap. Lo scrittore accetta e mente: non so suonare la batteria, dice, direi che è un handicap piuttosto evidente. Gli altri componenti del gruppo sono un cantante serial killer, un chitarrista sordo e un bassista gay con un braccio paralizzato. A far da contorno troviamo una madre calva, grassa e imparruccata che se la fa col serial killer (il quale, dal canto suo, squarta solo donne giovani e belle), una bimba immersa nella sporcizia che crepa mentre i genitori sono strafatti (e qua l’ombra di Trainspotting incombe), un padre pazzo legato al letto, un cantante rivale chiamata Grasso Cazzo il cui pene è lungo 50 cm a riposo. Il gruppo rock si chiama The Feminists e punta a vincere un agone locale che vede, tra i concorrenti, una band chiamata Six million Jews.
Ora. Tenere a bada una siffatta mole di goliardate e di eccessi non è facile. Basta un soffio e cadi nel già visto, nella provocazione da due copechi, nel cattivo gusto che fa ridere per un minuto, poi stucca. Mortier fa un piccolo miracolo e imbastisce una narrazione caustica e freddissima, che agghiaccia e regala grasse risate a più riprese. A colpire, alla fine della corsa, non è tanto quanto descritto qua sopra, bensì la figura dello scrittore. Ricco, pulito, sessuomane, quasi un Patrick Bateman senza pulsioni omicide, l’Ex Drummer del titolo è una figura razionale e disumana, che accetta di scendere nella bolgia al solo fine di raccogliere materiale per un nuovo romanzo. Impagabili i suoi monologhi su Re Baldovino, anche se bisognerebbe essere fiamminghi per capirli fino in fondo.
Due ulteriori motivi per somministrarsi Ex Drummer sono: 1) la regia di Mortier, che regala idee di messa in scena acuminate come un punteruolo (l’assassino sempre inquadrato "capovolto" quando è in casa, la sequenza iniziale a ritroso in stile Rules of attraction, qualche flash surreale propinato con mezzi artigianali e una sfacciataggine che basisce) e 2) la colonna sonora, che oltre a un quintale di rock urticante ti piazza anche Mongoloid dei Devo e due brani spaccacuore dei Mogwai. A film finito, ci sente davvero h(a)unted by a freak.
Dicembre 7, 2007 a 1:12 pm
Ma sai che ti darei proprio del germanista? Scrivi bene. Se vuoi usalo per la categoria “dicono di me”.
Butch
Dicembre 7, 2007 a 1:12 pm
grazie buccio, troppo gentile.