spalancare, ancora

I nuovi edifici che crollano sono di nuovo tra noi. Tre anni sono passati da Perpetuum Mobile, quasi trenta anni dal lordo esordio, Kollaps, registrato in un tunnel di cemento. A quel tempo, Nick Cave saltellava tra i Birthday Party e i Die Haut e si guadagnava sul campo l’appellativo di Nick The Stripper. Magro come una sigretta, chioma da manga e perennemente scalzo, dal canto suo Blixa era già abbonato alla bottiglia. Ora Blixa Bargeld non fa più parte dei Bad Seeds. Cinque anni fa, dopo la registrazione di Nocturama, decise di concentrarsi sui suoi Neubauten per festeggiare a dovere il primo quarto di secolo della band e incidere un album memorabile dalla prima all’ultima traccia, dopo anni di belle copertine, grandi performance concettuali e musica un po’ in declino, un po’ minestra riscaldata. Perpetuum Mobile mantenne le promesse e si accompagnò a un lungo tour – con lo spettacolo audiovisivo Grundstück – e all’avvio del progetto neubauten.org, cresciuto in rete. L’idea del progetto era di scansare anelle e catene dell’industria discografica e colloquiare direttamente con il folto zoccolo duro di appassionati del gruppo. In soldoni, i sostenitori degli EN hanno rotto i porcellini e gli EN hanno regalato loro chicche di vario tipo (B-sides, cofanetti, quant’altro), fino a pubblicare il nuovissimo Alles wieder offen grazie agli euro versati dai fan. I quali hanno ricevuto una versione speciale dell’album , più lunga. Una specie di In Rainbows alla crucca, insomma, meno radicale dal punto di vista distributivo visto che l’album è regolarmente nei negozi.

Blixa ha detto che se Alles wieder offen va male, questo sarà il loro ultimo album. Speriamo di no. Perché perché perché gli Einstürzende Neubauten sono davvero in gran forma, e sembrano aver trovato una terza via tra il rumorismo industriale, raw e stooshy dei primi anni, e la svolta arty, sommessa e recitata dei tardi anni ‘80. Sì, suonano ancora gli oggetti presi dalla strada. Sì, Blixa alterna ancora un salmodiare demoniaco a strilli degni di Giuni Russo. In Alles wieder offen ci sono brani distesi e ipnotici come Die Wellen o Ich warte, altri evocativi come Nagorny Karabach e Susej, altro ancora giocosi e roboanti come il singolo Weil weil weil, Von wegen o Let’s do it a dada. Un disco magnifico col quale Blixa e amici si confermano, a mio modesto parere, il meglio della Germania musicale. Pre-, post-, elettronica nonostante.

2 Risposte a “spalancare, ancora”

  1. clamorosa notiza dell’ultim’ora: per la modica cifra di quaranta euro gli EN ti mandano a casa un pacco grosso tanto contenente il disco (graffiato ad hoc) e il cono de fero della copertina.

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