tinerete fara de tinerete
Il titolo di questo post è in rumeno semplificato. La versione corretta è Tinereţe fără tinereţe: giovinezza senza giovinezza. Trattasi di un racconto di Mircea Eliade, l’uomo che sta dicendo questa non è una pipa. Eliade è stato uno degli intellettuali di punta della Romania novecentesca: storico delle religioni, filosofo, narratore, è pubblicato in patria dalla casa editrice Humanitas. Dal 1957 si esiliò volontariamente negli Stati Uniti, contrario com’era al regime comunista che avrebbe condotto, pochi anni più tardi, alla dittatura. Negli anni ‘70 Ceausescu cercò in tutti i modi di richiamare Eliade, per darsi lustro. Nel frattempo, i detrattori fecero del loro meglio per screditarlo, riportando alla luce certe sue vecchie simpatie fasciste. A ventun anni dalla morte, Eliade è quanto di più vicino alla stella polare della cultura rumena accademica. Tra qualche settimana Francis Coppola presenterà alla Festa del cinema di Roma il suo nuovo film, il primo in dieci anni. Straordinario, direbbe Veltroni. Questo film s’intitola Youth Without Youth ed è tratto dal racconto di Eliade. Prima di capire chi fosse il signor Mircea, pensavo che fosse una semplice storia a sfondo bellico, ambientata durante e dopo la seconda guerra mondiale. In realtà, Eliade adotta un canovaccio bellico come mero pretesto per sviluppare una novella filosofica su un uomo che non invecchia, Passa il tempo. Resta giovane. Ecco il perché del titolo. Un’idea, questa, che fa faville con l’universo filmico di Coppola, in particolare le pellicole firmate senza “Ford”. Qualche esempio: il dittico The Ousiders – Rumble Fish (1982-1983), all’insegna di una nuova gioventù bruciata; Peggy Sue Got Married (1986), una sorta di Back To The Future più amaro ed emotivo in cui una ragazza conosce i propri genitori prima che si sposino; Gardens of Stone (1987), post-vietnamovie girato da Coppola subito dopo la perdita di un figlio, e intriso di domande senza risposta sul senso di una vita stroncata prematuramente. Fino a Jack (1996), il cui titolo potrebbe benissimo essere Vecchiaia senza vecchiaia: il corpo di Robin Williams corre verso la morte, ma il suo cervello, che non ha fretta, è ancora quello di un bambino. E che dire di Dracula: un caso archetipico di giovinezza senza giovinezza. A scapito della vita altrui. Coppola ha più volte affermato che con questo nuovo film intende tornare alle origini, ai film che girava con pochi soldi e molto estro negli anni ‘60, sotto l’egida di Roger Corman. E se lo dice un ragazzino di quasi settant’anni, così sia.
Settembre 15, 2007 a 1:09 pm
sembra un film da vedere, come certamente lo è l’ultimo innaritu che ho visto l’altra sera: babel. ti piacerebbe.
Settembre 16, 2007 a 1:09 am
me ne hanno sempre parlato bene assai.