dasein, drin sein
Pubblicato su orecchie trovate nei prati il Giugno 28, 2007 da Simone Buttazzi
L’articolo usa due verbi: dasein (esserci: ma i lettori di Heidegger potrebbero scriverci una Treccani a margine) e drin sein - essere dentro, starci dentro, in senso lato far parte di. Ecco allora che, cifre e ceti a parte, è interessante pensare cosa significhi, adesso, essere utenti di internet. Surfisti vecchio stampo in cerca di schegge d’informazione? Loggisti che entrano con username e password per scambiarsi messaggi privati? Oppure araldi del web 2.0 che entrano nel rizoma per farcirlo e depredarlo in egual misura, per smontarlo, rimontarlo, deviarlo nel loro piccolo? Essere su internet, per quanto banale possa suonare, è una graffa ormai amplissima: un essere dentro che implica la condivisione di un sapere mondiale (in tempo reale, e a volte deliziosamente impreciso), un esserCi dalla consapevolezza pesante come un macigno che variegate forme di dipendenza e/o appagamento potenziano ogni giorno che passa, più che sfibrare.




