gli otto comandamenti del gregario

 
Wolfgang Mattheuer, Guten Tag, olio su tela, DDR, 1975.

Il buongiorno del socialismo reale è dato da una famiglia che scampagna lasciandosi alle spalle un panorama piatto, modestamente urbano, intensamente industriale. Un vicino cafone, sulla destra, li spia al di là della staccionata. Questo dipinto fu una delle icone dell’epoca Honecker, un’eternità spalmata dai primi anni ‘70 all’89. Erich Honecker: segretario della SED – il partito socialista unitario della Repubblica Democratica Tedesca – occhiali dalla montatura nera, spessa, squadrata, sguardo serio e inamovibile, uomo di potere miope dinanzi ai mutamenti della storia e dello Zeitgeist. Per gli alti burocrati, il quadro di Mattheuer significava la realizzazione dell’utopia socialista. Per i fedeli alla linea, la dimostrazione che anche i comunisti sognano, e che i sogni possono diventare realtà. Per i detrattori – rari, e silenti – Guten Tag tratteggiava alla perfezione quel desiderio di fuga che tutti, più o meno, covavano e cercavano di tenere a bada. Come dire che la famiglia del dipinto non marcia trionfalmente nel paesaggio, ma cerca come meglio può di lasciarselo alle spalle.Parteidiktatur und Alltag in der DDR (Dittatura di partito e vita di tutti i giorni nella RDT) è una mostra allestita dal Deutsches Historisches Museum. Uno schiaffo all’indegno franchising del DDR Museum e della sua superficialità a uso e consumo turistico. La mostra affronta in profondità la vita pubblica e privata ai tempi della DDR, per quanto questa distinzione fosse di fatto vanificata dalla paranoia imposta dalla Stasi. I quarant’anni della DDR furono l’anomalo scotto pagato da una Germania sconfitta, il cui popolo – uno e uno solo – si vide diviso da frontiere concrete e, quel ch’è peggio, ideologiche. Ora la DDR rivive solo in ambito museale, con tutti i suoi sogni di plastica e le sue contraddizioni. Su cui torneremo presto, almeno per chiarirne lo spettro politico. Visto che, nonostante la “dittatura” della SED, c’erano le elezioni e c’erano anche altre forze politiche.Negli spazi della mostra ci s’imbatte in un foglietto ciclostilato che elenca gli otto comandamenti del Mitläufer, letteralmente colui che corre insieme agli altri, lemming verso il burrone. Mitläufer è il fiancheggiatore, quello che segue la massa, il letto già scavato, l’omarino che fa di tutto per non essere mai un’eccezione e accetta supinamente le regole non scritte del quieto vivere e del bonario fottersi l’un l’altro. In clima di Stasi, essere un Mitläufer era la regola numero uno per non avere grane. Tali comandamenti recitano:1) Falle niemals auf; was sollen die anderen von dir denken.Non farti mai notare: non si può mai sapere cosa possono pensare gli altri.2) Sage immer deine Meinung, wenn die anderen der gleichen Meinung sind.Esprimi sempre la tua opinione quando gli altri la pensano allo stesso modo.3) Mache immer das, was du für richtig hältst, wenn du erwarten kannst, dass die anderen dich dafür loben.Fa’ sempre quello che ritieni giusto, se riesci a prevedere che gli altri ti loderanno per averlo fatto.4) Schaue immer darauf, was für dich rausspringt, denn nur die Dummen machen mal was umsonst.Bada sempre a quel che te ne viene in tasca, poiché solo gli scemi fanno le cose gratis.5) Sorge immer dafür, dass du im rechten Licht dastehst; wer sollte das sonst für dich besorgen.Cerca di apparire sempre in buona luce: non si sa mai chi potrebbe cominciare a farsi delle domande su di te.6) Sieh zu, dass du in deinem Freundeskreis immer vornan bist; du willst doch nicht das schwarze Schaf sein.Vedi di primeggiare sempre nella tua cerchia di amici: non vorrai mica essere la pecora nera, vero?7) Wenn man jedem zujubelt, dann juble kräftig mit; wer auf der Seite der Mächtigen steht, braucht sich um nichts Gedanken zu machen.Quando si celebra qualcuno, celebralo anche tu, e con entusiasmo: chi sta dalla parte dei potenti non ha bisogno di farsi dei problemi.8) Nutze jede Gelegenheit, in der Masse unterzutauchen; denn wer nicht auffält, muss auch keinem Rechenschaft über sein Tun geben.Sfrutta ogni occasione per confonderti con la massa, poiché chi non dà nell’occhio non deve render conto delle proprie azioni. Anonimo, Berlino, estate 1989. Volantino distribuito durante una manifestazione.

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