heimlich/unheimlich
Chiamami a casa. Tua. In Lost Highway, così come in ogni oggetto audiovisivo votato al disturbante, il brivido s’innesca quando il privato diventa incerto, inquinato, sottoposto a minacce incomprensibili. Al contempo reali e fittizie, serie e facete, vive e morte. Come il gatto di Schrödinger. Ecco: suspence quantistica. Non essere mai, davvero, a casa. Il dialogo tra Fred Madison e il Mystery Man non sta nella classifica dei migliori scambi di battute degli anni Novanta. È gli anni Novanta. Con la musica di Barry Adamson che scivola nell’ordito di Badalamenti, e Reznor ad assemblare la colonna sonore nel suo insieme. Non è un caso che si tratti una produzione Asymmetrical. [Cliccare su: Asymmetrical]
Settembre 4, 2006 a 8:09 pm
Da brivido. Ho scavato per mesi fra pellicole horror di ogni nazionalità, senza trovare un secondo di tensione autentica. Per caso ho visto questo film e non avevo più visto questa sequenza in particolare, da allora. A Sassari si direbbe, “la bagassa di Lynch!”. Che tradotto sarebbe una sorta di, “che birbaccione”. Ave!
Settembre 5, 2006 a 9:09 am
eh sì, è proprio una gran bagascia.