the man who’s doin’ it

In cucina poco dopo le 20, scatola nera sintonizzata su Rai 3. Blob a Venezia va oltre le immagini rubate da Ghezzi in sala – quest’anno grazie a un videofonino -, scorrono i titoli e la conclusione è ovviamente Lynchipit. La fine è il mio inizio, come ribadisce Lost Highway da dieci anni esatti. Il Lynchipit di stasera è ancora uno spezzone di Mulholland Drive, a mio avviso il suo segmento più affilato. Un vero sliver, altro che Sharon Stone primi anni ‘90. Arriva il caffè in tavola e chiedo di far caso alla scatola nera. La perfida scena di Winkie’s scorre mentre i cucchiaini sbattono contro il vetro dei bicchieri. Cinque minuti secchi. Allo scadere dei quali mia madre urla. Ecco la scena del sogno, dell’uomo, del muro. [fino al 6 settembre Kitsch gioca la carta del videoblog, smignattando youtube in chiave lynchiana]

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