everything in its wrong place
Pubblicato su orecchie trovate nei prati il Settembre 30, 2006 da Simone Buttazzi
Tiziano ha sempre voluto fare il paroliere, meglio se in vena di settimi sigilli. Attraverso lo specchio docet. O meglio, Stefano Landi docet: prendiamo la passacaglia che il compositore barocco mise in musica nei primi anni del ‘600, riproposta dalla BBC qualche anno fa. Mirabile trama di lugubri rime, anzichenò.
Passacaglia
Danza lenta, forse d’origine spagnola, in tempo ternario, tavolta cantata, con un basso ostinato di quattro o otto battute su cui si svolgono le variazioni. Frequentemente usata dai compositori per organo e clavicembalo dei secoli XVII e XVIII, passò a indicare per antonomasia la forma di variazione strumentale sul disegno melodico. Esempi mirabili sono la Passacaglia per organo di Johann Sebastian Bach e il Finale della quarta sinfonia di Brahms.

Ho nelle orecchie gruppi, in gran parte polverizzatisi o sgonfiatisi, che ci hanno lasciato, nei casi migliori, un frontman brancolante tra solo albums e progetti promiscui. I Pulp, punta di diamante del britpop sociologico. I James, che tempo un attimo furono scambiati per i novelli U2 e a cavallo del 2000 sfornarono due album con Brian Eno, sopraffini, prima di chiudere i battenti. I Supergrass, ancora vivi anche se in fase prepensionistica, che seppero interpretare al meglio l’animo ludico di quel sound sputtanato alquanto detto britpop. E con loro altri bighelloni come i Catatonia o gli Shed Seven. Poi i cloni, un po’ degli Smiths un po’ di tutto quanto fosse notturno e mélo, cloni e meteore fuori tempo massimo come i Gene, i Rialto e i Gay Dad. Fino ai giorni nostri, dove i grandi album li fanno gli Elbow, i Doves e i vecchi Manic Street Preachers - mentre gli anthems recano la firma di uno di quei bei gruppi con la The davanti, The Killers. (che in quanto americani fanno eccezione e confermano la regola)
Un proemio, questo, per dire che un cantautore, mica un gruppo, se ne esce il prossimo mese con un disco potenzialmente epocale, eponimo del singolo: Born in the UK. [link al video] Il Ragazzo Mal Disegnato, uno dei pochi cacciatori di perle da pentagramma degli ultimi anni, ha rilasciato due minuti e poco più di storia pubblica e privata, dalla sua nascita a oggi, scandita dagli eventi del mondo britannico. Non è una parodia dell’East End londinese come Parklife, né la Londinium squallida cantata dai Catatonia per questioni di orgoglio gallese, né tanto meno la London Crawling dei Rialto, incrocio perfetto tra There is a light that never goes out e la canzone dei Clash con cui fa rima.
Quattordici anni dopo la nascita del britpop (migliore band eletta nel ‘92: gli Suede), evento che rinverdì i fasti della swinging London prima di accartociarsi su se stesso complice l’etichetta New Labour di Cool Britannia, Badly Drawn Boy fa una cosa che a Morrissey, sempre nel ‘92, costò cara. He stands by the flag, with pride. Si chiede dove eravamo durante la lunga estate calda del ‘76 (io ci nacqui, Damon), cita Jilted John e fa un ennesimo inchino a Lennon. L’esito musicale è svelto, scarno e brillante; l’effetto emotivo, bastardo quant’altri mai. Ormai noi ci si commuove con la Thatcher - perché è passata, e perché noi, quando c’era lei, eravamo piccini.
Quarto capitolo
(il secondo avente un’indicazione temporale - domenica, 30 maggio 1982)
nonché lynchipit replicante de
La circolazione del sangue, Tiziano Sclavi, Camunia, 1995.
Edizione economica Mondadori, febbraio 1997.
Coerente, conseguente, perseverante, che mira allo scopo. Questo il significato di konsequent, l’aggettivo/avverbio simbolo della campagna elettorale dell’SPD, ampiamente vittoriosa alle elezioni berlinesi. La CDU si è comportata in modo aggressivo e scomposto, un po’ come i tories per le politiche del 1997. E i suoi consensi sono calati. Le elezioni regionali del Meclemburgo, così vicino (geograficamente) e così lontano (in senso lato) dalla capitale, hanno invece confermato il trend delle ultime consultazioni tedesche: CDU in lieve aumento, SPD a rotoli, aumento dell’FDP, ottima tenuta dei Linke (nell’ex DDR) e, poffarbacco, i lestofanti dell’NPD oltre lo sbarramento del 5%. Una sinfonia al contempo wagneriana e cacofonica, da tapparsi le orecchie e ciecarsi gli occhi. Meglio cliccare l’immagine soprastante e farsi due risate con il video diffuso dall’SPD nei cinema, video in cui al rivale di Wowereit, Pflüger, viene concessa la parola dall’inizio alla fine. Peccato per lui che la somma delle sue frasi - prelevate da un solo faccia a faccia, e montate senza eccedere in malizia blobbesca - non faccia che tessere le lodi del sindaco in carica. Che in carica è rimasto, saldo come un cippo.
Cosa succede il diciassette settembre. Succede che nella capitale della Germania si vota per il sindaco e, diremmo noi, le circoscrizioni. Ognuna delle quali ha a sua volta il suo bravo sindaco. La corsa riguarda in particolare il sindaco uscente - Klaus Wowereit, SPD - e il candidato della CDU Friedbert Pflüger. Un po’ come per la Roma veltroniana, le previsioni danno una percentuale mostruosa (più del 60%) appannaggio del borgomastro in carica, che ha tutte le carte in regola per rappresentare la città fino al 2011. Anno entro il quale potrebbe fare il grande salto verso più alto lidi politici. L’elemento interessante di questa tornata è la campagna elettorale in sé. Le forze politiche in campo sono molte, anche a seconda dei Bezirke, leggi: i quartieri - Mitte, Kreuzberg-Friedrichshain, Schöneberg, Charlottenburg, Prenzlauerberg, Tempelhof, Neukölln, Wedding, Reinickendorf, Pankow, Lichtenberg, Marzahn, Bla, Bla e ancora Bla. Ci sono Bezirke più CDU, altri più SPD. Kreuzberg, ad esempio, è storicamente rosso fuoco.Oltre all’SPD (come se fossero i DS) e alla CDU (branca germanica del PPE), ecco i Grüne (i Verdi), i Linke (come se fossero Rifondazione, alleati con l’SPD), l’FDP (una sorta di liberali: il partito dei ricchi), gli anarchici, la WASG (”terzo polo” che fonda il programma su lavoro e stato sociale), gli animalisti (mirabile dictu), il partito della formazione (?), il partito dei genitori (??), i Republikaner e i loro simpatici amici dell’NPD, cioè a dire i nazionalisti, cioè a dire a buon intenditor poche parole. Fuori dall’agone ufficiale spicca un one-man-party di estrazione concettuale - nel senso d’arte - che risponde al nome di partito della montagna (Bergpartei). Segue filmato spezzatino che illustra stile e contenuti - sobri, a partire dalle dimensioni dei cartelloni - di questa campagna borgomastra. Cortesemente in sottofondo, Blixa Bargeld intona Il pozzo di Babele (der Schacht von Babel). Quando la torre non decolla, si scava.berlino
1) paura in un mondo senza dio
2) paura di una vita non vissuta in una società fagocitata dal lavoro (industriale)
3) paura della guerra: in generale, durante o dopo il suo svolgimento
4) paura della propria morte
5) paura di usare male la propria libertà
6) paura di perdere la propria Heimat in una società così mobile (Heimat: equilibrio originario, appiglio, patria in senso intimo, come in inglese home col significato di casa, in contrasto con house. Heimat si contrappone alla più concreta e nazionalista Vaterland)
7) paura di restare indietro con la tecnologia
8) paura della complessità tecnica ed economica del mondo globalizzato
9) paura dei fallimenti lavorativi
10) paura della povertà, della disoccupazione e/o, in generale, di un declino economico
Che rapporti hanno tra loro queste ansie, si chiede Lo Specchio.
Bella domanda.
[io cestinerei la 1), ticcherei la 2) e aggiungerei alla 4) la paura di invecchiare male, collegata a una eventuale 11): paura di non ricordare e di reiterare gli errori]
cfr: Premonitions following an evil deed (1995); il finale di Simon del desierto (1964); i titoli di testa di Fire walk with me (1992)… e tutta la solita lavatrice eccetto The Straight Story (1999). Alas.