vita smeralda

Jerry Calà è il più grande regista italiano vivente. Detto questo, è con gioa commossa e vibrante che riporto la lieta novella: il 14 luglio esce il suo nuovo film, Vita smeralda. Storia maledetta, quella di Vita smeralda, pellicola vociferata da anni, pronta da almeno un paio e costretta al limbo della lista d’attesa da motivi incomprensibili su cui, ormai, è pietoso non indagare. Quel che conta è che Jerry ce l’ha fatta: il suo "Sapore di mare degli anni duemila" campeggerà sugli schermi della penisola per due giorni (il 14 e il 15 luglio), poi tempo un mese verrà bruciato su qualche divudì, magari con ghiotti contenuti speciali e smiagolanti extra di vicolo miracoli. Ne pretendo uno in tutte le case. Mica lo vorrete registrare da Italia Uno il prossimo autunno? E con quali videocassette, ora che sono morte? Mica lo vorrete scaricare? Date a Jerry quel che è di Jerry.

Il primo film diretto da Jerry Calà – a quando il cavalierato, Giorgio? lo chiedo così, in un inciso – è il leggendario Chicken Park (1995), parodia ufficiale del film-parcogiuochi di Spielberg. Effetti speciali alla Meliès, umorismo del terziario e Rossy De Palma a far da garante. Poi fu la volta di Ragazzi della notte (1996), formidabile reportage sul mondo delle discoteche dotato di un taglio sociologico che ha fatto risvegliare Kundalini a Umberto Smaila e a Gianni De Michelis in egual misura. Impagabile cameo di Solange e prime avvisaglie di uno stile maturo, che abbandona Ezio Greggio (inteso come delfino di Mel Brooks) e punta direttamente a Robert Altman e Paul Thomas Anderson. Il 1997 fu l’anno del capolavoro: Gli inaffidabili, autoanalisi spietata di una generazione di quarantenni (e passa) con il solo credo di una bellezza un po’ televisiva, un po’ villaggio vacanze. Oliviero Beha parlava di anni di merda. Eccoli. Gli inaffidabili è davvero una miniera (una torbiera?) di battute, situazioni, inquadrature per cui non esistono aggettivi. E’ il vero Grande Freddo del cinema italiano, alla faccia di Verdone e del suo Compagni di scuola. E’ il film che ci meritavamo allora.

Ora invece ci meritiamo Vita Smeralda. Finalmente, dico io. Alla buon’ora, alla buon’ora. Il manifesto parla da sé, ma lancio lo stesso un appello. Visitate il sito, spulciate la galleria fotografica, naufragate in questo jerryssimo mare. Ne vale la pena. O almeno ascoltate un capolavoro, cioè a dire la canzone eponima. Non sono cose che capitano spesso. Ascoltatela, per cortesia. Ascoltatelo.

P.S. grazie per la soffiata, PB

9 Risposte a “vita smeralda”

  1. non vedo cosa ci sia tanto da ridere.

  2. Non sto nella pelle, già ho prenotato i biglietti.

  3. così si fa. libidine! doppia libidine! libidine coi fiocchi!

  4. è tanto che aspettavo un’occasione così – ahhh

  5. E’ sempre stato il mio mito, ora posso ammetterlo.

  6. adesso che ho capito (me tapino), mi scarico la filmografia completa con il mulo!!! grazie jeffrey dell’illuminazione…

  7. lo psicopompo Dice:

    ma ndo’ l’ha trovati i soldi per fare sto’ film il buon jerry nazionale? ….c’è qualcuno che pensa che c’è chi va a vedere questo tipo di pellicole ? Già il concetto di cinema è in crisi , già in futuro (molto presto) il cinema si scaricherà e basta , insomma tutto cio’ è incomprensibile, o forse sono io che ho capisco poco di questi “anni di merda”

Lascia un commento