le gomme e le menti (che cancellano)
Pubblicato su orecchie trovate nei prati il Luglio 31, 2006 da Simone Buttazzi
Prima informazione che balza agli occhi: INLAND EMPIRE di David Lynch dura centosessantotto minuti. Solo con la versione lunga e abiurata di Dune (firmata Alan Smithee) ha fatto di meglio, ovvero tre ore esatte.
Centosessantotto secondi di silenzio e riflessione sono dunque d’uopo.
Seconda. Questo film, all’interno della lateralissima sezione Orizzonti:
Alain ROBBE-GRILLET C’est Gradiva qui vous appelle Francia, Belgio - 110’
James Wilby, Arielle Dombasle, Dany Verissimo
Si tratta del ritorno alla regia di un ottantaquattrenne che cinquant’anni fa diede un sano scossone alla letteratura francese. Con testi come Les gommes (1953) e La jalousie (1957), Robbe-Grillet fissò le coordinate di quello che lui chiamava nouveau roman: narrazioni fredde, descrittive, oggettuali (perché aderenti, letteralmente, agli oggetti), labirintiche e arrapate. Strano ma vero, arrapate. La componente erotica del suo universo trapela soprattutto nei film da lui girati con una certa assiduità, a partire dai primi anni ‘60 fino agli ‘80: L’immortelle (1963), l’ottimo Trans-Europe Express (1964), L’homme qui ment (1968), L’Eden et après (1970), Glissements progressifs du plaisir (1975)… tessuti audiovisivi complessi, ipnotici, che fondono le fratture del piano temporale tipiche di Alain Resnais (insieme al quale scrisse la sceneggiatura di L’anno scorso a Marienbad) con una ricerca nuovissima - sebbene, con gli occhi di oggi, un po’ pretestuosa - riguardante il rapporto immagine-colonna sonora-bruitage, e uno sguardo proto-porno sul corpo femminile. Diciamo pure che, così come Visconti avrebbe voluto diventare Cadinot prima di Cadinot, Alain ha sempre sognato di girare film lesbo per un pubblico eterosessuale. Finora, tuttavia, ciccia. Romanziere prolifico ma alla lunga un po’ tedioso, regista col coniglio nel cappello, personaggio formidabile e loquace vera gioia dell’intervistatore di turno, Robbe-Grillet sarà al Lido e forse incontrerà David Lynch. E’ prevista una tempesta magnetica.
[Come la testa-magnete di Jack Black, che smagnetizza tutte le videocassette di un videonoloeggio - di sole VHS! - nel prossimo film americano di Michel Gondry. Al che lui pensa bene di rigirare personalmente tutti i film andati perduti, per non far fallire il negozio. A partire da Ritorno al futuro...]







