Le proiezioni danno l’Unione in vantaggio alla Camera per uno 0,7 e sblisga per cento: una bava di venticinquemila voti. Al Senato la Cdl vince per un senatore, ma il voto degli italiani all’estero pare propenso all’Unione. Roba di tre-quattro senatori. Quelli a vita, in ogni caso, faranno come Cossiga e si chiameranno fuori.
Al che Fassino fa la sua apparizione da segretario di partito antidiluviano e canta vittoria come vuole la prassi. Solo, non cita il Senato. Solo, non cita la percentuale risibile. Si limita a criticare la stessa legge porcata che garantisce all’Unione 340 deputati, di cui un’abbondante sessantina virtuali, premio di Pirro. Al che la piazza romana dell’Ulivo si anima con la stessa canzone di Fossati di dieci anni anni fa. Sventolio pecorone, fischi e saltelli. Scemi che si muovono.
La classe dirigente dell’Unione si fa vedere in toto, come se nulla fosse. Come se vittoria fosse, davvero. Prodi si autoproclama Presidente del Consiglio, a scrutini aperti e Senato ancora appannaggio della Cdl. La televisione trasmette le immagini digitali, glaciali, ributtanti, dal basso verso l’alto, di questa classe dirigente, fino a cinque minuti prima chiusa nei suoi uffici con le calcolatrici in mano.
E i caporaletti dell’una e dell’altra parte imperversano in tv. Nello sconcerto e nell’angoscia abissale di una pari patta, nella stanchezza senz’appello delle ore piccole, ci si immagina un governo tecnico, o una coalizione alla tedesca con entrambe le parti, sì, ma acefale. I leader hanno perso. E con questa classe dirigente né un blocco né l’altro vincerà mai.
Poche cose, in vita, mi sono parse tristi, sbagliate e attanaglianti come la festa forzata dell’Ulivo, fotocopia smerdata della vittoria - vera - di dieci anni fa. Li ho votati, ma questo non conta più. Le elezioni hanno azzerato tutto con il risultato peggiore che potesse uscire. Anomalia della democrazia che corona dodici anni di anomalia berlusconiana. Ironia, non berlusconiana stavolta, ma della sorte. Meno falsa, più perfida. Hanno azzerato la contesa, queste elezioni, azzerato i programmi e gli ideali in ballo. Resta una voragine piena di croci nulle. La penisola italiana sta per trasformarsi nella Florida: paludi e allegatori compresi.